men-ani-repressioneINTRODUZIONE

Da più di vent’anni frequento gli stadi, ovviamente prevalentemente SAN SIRO, ma ho visto quasi tutti gli stadi d’Italia, andando in trasferta con l’INTER, e diversi stadi Europei. Ho sempre tifato INTER, avvicinandomi da quando avevo 15 anni alla curva ed al mondo ultras, ma solo quest’anno mi sono realmente interessato alla storia del MOVIMENTO ULTRAS, andando pian piano a vedere come questo movimento da circa trent’anni muove i propri passi nella società.

ALBORI

Non è semplice delineare il MOVIMENTO ULTRAS, anche perché esistono pochi scritti a riguardo, non è mai stato redatto un vero e proprio “MANIFESTO DEL PENSIERO ULTRAS”; tutto ciò che infatti riguarda questo argomento è nato spontaneamente e a seconda della zona in cui si è sviluppato ha assunto connotati differenti.

Anche la bibliografia non aiuta, in quanto o si tratta di bellissimi racconti di ragazzi che seguono le loro squadre e che interpretano la MENTALITA’ ULTRAS, ma che non ne spiegano la filosofia, o per lo più si tratta di esterni che cercano di darne una loro interpretazione, ma che spesso sono troppo al di fuori della nostra realtà e si perdono in analisi sociologiche che lasciano il tempo che trovano.

Io non ho la presunzione di scrivere in queste righe il MANIFESTO DEL PENSIERO ULTRAS, cercherò solamente di unire diversi punti di vista tra cui il mio, che potranno aiutarci ad avere un’idea più chiara della FILOSOFIA ULTRAS.

STORIA

In diversi si contendono la paternità in Italia del MOVIMENTO ULTRAS, io penso che abbia poca importanza stabilire quale sia, per una questione di mesi, il PRIMO GRUPPO ULTRAS italiano. Credo sia invece importante capire in quale contesto e in quale periodo storico abbia le sue origini il movimento.

Siamo a metà degli anni 60′, il calcio in Italia, come in tutta Europa, è lo sport nazionale, ed è soprattutto un fenomeno sociale. E’ proprio in questi anni che nasce un po’ in tutta Europa quel disagio che sfocerà qualche anno dopo nei disordini del ’68. Ovviamente gli stadi sono frequentati prevalentemente da un ceto medio – basso, ed è in questo terreno fertile che i primi gruppi di giovani si organizzano al seguito della propria squadra, dando vita ai primi GRUPPI ULTRAS. Già da qualche anno alcune squadre hanno dei club di tifo organizzato, ma la differenza, che anche ai giorni nostri è rimasta ben visibile, tra quei Club e gli ULTRAS sta nella connotazione politica degli appartenenti a questi gruppi. Infatti spesso il comune denominatore dei componenti è proprio l’appartenenza alla stessa ideologia politica, di estrema destra o estrema sinistra. I gruppi infatti per i nomi prendono spunto dalla terminologia politica e gli stessi cori, per la maggior parte, non sono altro che canzoni, partigiane per gli uni o del ventennio fascista per gli altri, i cui testi vengono adattati al mondo calcistico. In quegli anni la politica era vissuta molto più intensamente di quanto non lo sia adesso, e lo stadio non era altro che un nuovo luogo di aggregazione per gruppi di opposta ideologia, che si aggiungeva alle piazze delle manifestazioni. Da qui è facile capire il perché di una impostazione storica o di destra o di sinistra delle curve italiane.

Il fenomeno ULTRAS continua con questa impostazione per tutti gli anni settanta viaggiando a braccetto con le realtà politiche, e non può fare a meno di risentire della progressiva perdita di ideali socio-politici delle nuove generazioni. Gli scontri politici di piazza vanno via via scemando, lasciando il campo a quelli tra le tifoserie, che si svuotano man mano dei significati politici originari, rimanendo legati al solo mondo ULTRAS.

MENTALITA’

E’ proprio qui che nasce, a mio parere la più grossa lacerazione nei rapporti tra mondo ULTRAS e società, in quanto, ai più, è difficile giustificare gli scontri fuori dallo stadio ora che non c’è più una reale matrice politica, e si delinea il PENSIERO ULTRAS. Ma perché allora questi gruppi scelgono di continuare lo scontro?

Qui le interpretazioni sono diverse, e vanno ricercate in diversi aspetti della vita. Io darò una mia spiegazione, che è solo un punto di vista da cui poter guardare i fatti.

VIOLENZA

Per uno spettatore esterno è difficile comprendere il perché si possa arrivare allo scontro fisico tra due gruppi che si contendono un risultato sportivo. Ed infatti se riducessimo il tutto a questo si potrebbe dare una sola spiegazione: ad alcune persone piace la violenza, e trovano qui la possibilità di dare sfogo ai loro istinti. Personalmente non ci trovo nulla di strano, si può non condividere, lo si può trovare riduttivo, ma io non mi ritengo in grado di giudicare le scelte altrui, e se lo scontro avviene tra persone che scelgono entrambe questa strada, a mio parere è legittimo.

PATRIA

Ma non si tratta solo di questo. L’uomo, storicamente, oltre che essere incline alla violenza, ha anche un forte senso della Patria. Patria? Di questa parola in Italia, non se ne conosce nemmeno il significato. Ma uno dei valori che gli ULTRAS difendono anche arrivando allo scontro fisico è proprio il loro amore per la patria che non si identifica prevalentemente nella propria NAZIONE ( questo infatti avviene solo ogni 4 anni nella ciclicità calcistica…. ) ma nella CITTA’ della propria squadra. Come si fa a spiegare ad un italiano di oggi cosa è la patria? Forse gli unici che talvolta, senza saperlo, conservano questo puro sentimento d’amore e di riconoscenza per la propria terra, per il proprio territorio, per i sacrifici fatti per rendere il proprio territorio “sicuro”, sono solo gli ULTRAS.

FEDE

Ma c’è altro. L’uomo ha bisogno di riconoscersi in un ideale, e la progressiva crisi politica del nostro tempo, ha lasciato un vuoto enorme. Ecco che anche se solo in parte, la propria fede calcistica può incarnare quell’ideale che un uomo decide di fare proprio. Sento spesso ridere di questo, e mi stupisco, di come la società sia in grado di stilare la classifica di merito delle cose in cui credere.. Io non sono cosi abile e ritengo che ognuno debba credere in ciò che lo fa star bene, e nessuno può permettersi di giudicare la futilità o la grandiosità della fede altrui. Se per religione vai tutte le domeniche a seguire un rito e ti vesti con dei capi particolari e reciti dei cori è una cosa normale, ma se lo fai per il calcio non è lo stesso? cosa cambia? Ognuno avrà la propria scala di valori…

GRUPPO

Ma non abbiamo ancora finito, infatti tutti questi uomini che formano il MOVIMENTO ULTRAS, credono nell’appartenenza al gruppo. Si il gruppo come branco ( e non in senso negativo ). Anche perché, signori che ridete dei rituali del branco nel mondo ULTRAS, sappiate che se non siete degli eremiti, ma vivete come tutti noi nella società civile, ognuno di voi nei gruppi di cui fa parte ( lavoro, religione, tempo libero) segue dei rituali tipici del branco. Quindi forse quelli degli ULTRAS vengono strumentalizzati, ma non sono poi tanto diversi dai vostri. Il gruppo è di importanza fondamentale nel mondo ULTRAS. E sono diversi i motivi, che variano a seconda di ogni individuo, il quale nella propria scala di valori da più peso ad alcuni aspetti rispetto ad altri. Molti trovano nel gruppo i sentimenti della famiglia, talvolta inesistenti nella propria. Ci si sente capiti perché in mezzo a persone con cui si condivide un gergo, delle passioni, la quotidianità e in alcuni casi la ghettizzazione. Altri nel gruppo trovano la possibilità di esprimere la loro energia, perché finalmente godono della sicurezza data dal numero ( non parlo di violenza, ma di capacità di esprimere le proprie potenzialità in diversi campi, solo perché circondati da persone che ti infondono sicurezza ). Altri ancora trovano una realizzazione, perché investiti di responsabilità che nella realtà lavorativa non sono riusciti ad ottenere. Pensate che per tutto questo, per il proprio gruppo, non valga la pena di arrivare allo scontro fisico? Forse… ma non stiamo parlando della vostra scala di valori, ma di quella di un ULTRAS.

LO SCONTRO
Il MOVIMENTO ULTRAS, si è dato delle regole per gli scontri, proprio perché vuole mostrare di avere una filosofia di lealtà e rispetto. Purtroppo la trasmissione verbale di queste regole, la strumentalizzazione e l’infiltrazione di teppisti, generano il mancato rispetto di queste regole, che talvolta sfocia in disgrazia. Lo slogan “BASTA LAME BASTA INFAMI”, è volto a combattere quanti vigliaccamente usano coltelli negli scontri tra ULTRAS. Nella filosofia ULTRAS lo scontro può non essere alla pari ( diventa difficile essere sempre in parità numerica ) ma non deve mai essere armato, se non di strumenti quali aste e sassi. Sembra strano parlare di regole di combattimento, e di rispetto e lealtà, ma questo è il vero, forse anacronistico, spirito ULTRAS. Condivisibile o meno, ma, quale realtà della nostra società, degno di essere trattato con rispetto e non strumentalizzato per interessi economici e politici vari.
CONCLUSIONI

Io ho citato alcuni degli aspetti della MENTALITA’ ULTRAS, con la consapevolezza che tutte queste belle parole lasciano il tempo che trovano. Credo che un ragazzo che decida di andare in curva possa essere cosciente di tutto ciò ma possa anche non esserlo. Molti ragazzi avvertono solo il bisogno di esprimere un disagio verso una società che ti offre solo alcune cose, e magari trovano nel mondo ULTRAS sia il mezzo per comunicare questo disagio, sia un ambiente che soddisfi i loro bisogni. Ma non è solo questione di disagio. Moltissimi ragazzi si divertono e crescono nella grande famiglia degli ULTRAS; la curva è un luogo di aggregazione, e di crescita. Si coltivano dei sentimenti di amicizia di lealtà, di passione, di gioia, di sacrificio. Per ogni ULTRAS esiste la propria scala di valori, che mette in primo e in secondo piano i vari aspetti. Per tutti però c’è una FEDE-SQUADRA, una PATRIA-CITTA’, un TERRITORIO-CURVA, ed un GRUPPO con il quale vale la pena di urlare a squarcia gola, e di fare mille sacrifici.

UNITI CONTRO LA STAMPA
Spero con queste mie impressioni di non aver offeso i sentimenti di nessun ULTRAS, se così fosse, me ne scuso e accetto volentieri critiche o spunti per aggiungere altri aspetti, degli di nota a questa sezione.